Il supermercato della bugia

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Ogni giorno ho la tentazione di smascherare le decine, anzi centinaia di invenzioni e bugie prodotte dall’informazione occidentale sull’Ucraina anche se mi rendo  contro che sarebbe un’opera gigantesca, come smentire tutte le Mille e una notte fabbricate quotidianamente. Tuttavia si può sempre incasellare ogni singola bugia  in un filone o in un ambito in cui essa potrebbe essere efficace. Per esempio è ben noto che Iran e Cina sono grandi importatori di armi russe,  oggi quelle di punta in molti campi, ma tuttavia da Washington è arrivata la notizia che la Russia importerebbe droni iraniani invertendo completamente il flusso che oggi va da Mosca a Teheran. La notizia è ovviamente falsa, ma accompagna il tentativo statunitense di convincere l’Arabia saudita a non stringere rapporti con l’Iran che aiuta la Russia. Certo a Riyad dovrebbero essere parecchio ingenui per credere a una notizia che inizialmente era un’informazione data in via confidenziale solo ai sauditi. I quali però vorrebbero gli S400 russi visto la figuraccia dei Pershing americani nella guerra contro gli Houti. Il fatto è che proprio l’avventura ucraina ha mostrato le piaghe e le debolezze dell’impero e sarà un miracolo se Biden non combinerà ancora più pasticci, ma ad ogni modo la bugia dei droni ha un carattere specifico e funzionale anche se può essere usata marginalmente per insinuare che i russi non ce la facciano e siano in grave difficoltà. Questo proprio mentre arriva la notizia secondo la quale una  buona parte dei lanciarazzi Himars “donati” da Washington sono stati distrutti e che  Washington si appresta a inviarne altri 13 addossano a questi sistemi d’arma che finora sono serviti solo a fare vittimi civili, la magica possibilità di risolvere la situazione.

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In questo ultimo caso ci troviamo di fronte a una bugia preterintezionale  perché se qualcuno possiede anche  una vaga idea delle operazioni militari capirebbe che promettere all’Ucraina come supremo sforzo altri 13 lanciatori che tra l’altro ormai sono solo una sostituzione di quelli già distrutti, non significa affatto credere nella vittoria o nella capacità di resistenza di Kiev, ma al contrario significa non credere più a una possibilità di questo tipo: 13 lanciatori anche ammesso che arrivino tutti nei dintorni del fronte possono fare delle vittime, ma non possono assolutamente cambiare il corso del conflitto e questo lo sanno tutti . Così si dà una notizia vera, ma la si usa per far credere il contrario di ciò che essa significa, ovvero che c’è una disponibilità a trattare prima che la situazione degeneri in una guerra su tutto il continente europeo.

Poi i c’è la bugia catartica, quella della mitologica offensiva ucraina su Kherson la quale non è altro che realtà virtuale tirata fuori per controbilanciare le imminenti sconfitte ucraine nella zona di Seversk – Slavyansk: certo agli ucraini basta spacciare qualche eventuale piccolo sfondamento a livello di reparto come una grande vittoria  che verrebbe riportata come tale da tutta l’informazione occidentale per raggiungere lo scopo di far credere all’esistenza in vita dell’Ucraina. In realtà nessuno che abbia la testa sulle spalle ci può credere, ma la cosa serve a fare da scudo alle elite politiche europee che stanno sacrificando la propria economia e i propri cittadini per dare man forte ai piani folli delle elite statunitensi che combattono per rimanere sul trono del potere unipolare. Ed eventualmente può anche servire a spostare truppe e armamenti russi verso Kherson ritardando le operazioni nel Donbass . Anche er questo l vero non c’è nemmeno bisogno che vi sia realmente una qualche offensiva che vada oltre la scaramuccia , basta semplicemente tenere vivo il mito di un prossimo riscatto ed evitare una vera battaglia che si concluderebbe con l’ennesima disfatta. Che sarebbe anche  l’ultima. Ma la sensazione è che ormai l’esistenza stessa dell’Ucraina sia incerta e che Zelensky ne abbia firmato la condanna a morte firmando i “diritti speciali” dei polacchi, cosa che merita un post a parte. Cos’ l’Ucraina stessa potrebbe diventare una bugia.

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