San Celestino I

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Giustamente questo papa è considerato il martello del nestorianesimo, un’eresia che sosteneva esservi in Cristo due persone.

Celestino nacque in Campania nella seconda metà del secolo IV. Pare che fosse imparentato con la famiglia dell’imperatore Valentiniano III. Eletto diacono della Chiesa di Roma, fin dal 390 fu in relazione con Sant’Agostino di Ippona. Alla morte di papa Bonifacio I, nel 422, fu concordemente chiamato a succedergli, ed egli cominciò subito a battersi con grande zelo per la restaurazione dottrinale e disciplinare della Chiesa.

Con la sua vigorosa azione riuscì a cacciare i capi pelagiani – che negavano il peccato originale e la gravità delle sue conseguenze – dall’Europa e a combatterli fino in Gran Bretagna, mandandovi in missione San Germano vescovo di Auxerre, e in Irlanda. Non minore energia dimostrò contro l’eresia del patriarca di Costantinopoli Nestorio, il quale ammetteva in Gesù due soggetti, il divino e l’umano, uniti tra loro solo moralmente, non ipostaticamente: di conseguenza, la Madonna non sarebbe Madre di Dio.

Il Papa voleva chiedere consiglio a Sant’Agostino, ma per la guerra vandalica non lo poté raggiungere e si rivolse a Cassiano di Marsiglia, che non tardò a dichiararsi contrario alle idee nestoriane, come pure fece successivamente il patriarca di Alessandria San Cirillo, il quale convinse Celestino a riunire a Roma un sinodo nel 430, che condannò gli errori di Nestorio e gli impose di ritrattare formalmente per iscritto entro dieci giorni, pena la deposizione.

Fu però fu necessario, per volontà dell’imperatore Teodosio II, convocare un concilio a Efeso nel 431, che confermò la condanna. Ma il concilio non mise fine alle polemiche, perché i nestoriani erano ancora pronti a soffiare sul fuoco.

Celestino morì il 27 luglio del 432. Prima di spirare, per quanto sia difficile determinare questa cronologia, egli mandò S. Patrizio nell’Irlanda e nella Scozia il primo vescovo, Palladio.

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