La Corte Suprema russa ha designato il battaglione neonazista ucraino Azov come organizzazione terroristica e ne ha messo fuori legge le attività in Russia, secondo quanto riferisce l’agenzia TASS.

“Per soddisfare la mozione amministrativa del procuratore generale e riconoscere l’unità paramilitare ucraina Azov come organizzazione terroristica, vietandone le attività sul territorio della Federazione Russa”, queste le parole pronunciate dal giudice quando ha comunicato la decisione.

Il tribunale ha annunciato solo il dispositivo della sentenza, le cui motivazioni rimangono al momento sconosciute. La sentenza non è ancora entrata in vigore e può essere impugnata presso la Corte d’appello.

La causa è stata esaminata in assenza dei rappresentanti della controparte. La maggior parte dell’udienza si è svolta a porte chiuse a causa di materiali classificati in discussione e i giornalisti hanno potuto assistere alla trasmissione solo nella fase dell’esame dei testimoni. I testimoni – attivisti russi per i diritti umani e giornalisti – hanno raccontato alla corte i numerosi episodi di crimini commessi dai militanti di Azov. In aula sono state mostrate interviste a residenti di Mariupol e Volnovakha, i cui parenti sono stati uccisi, rapiti o torturati dai militanti del battaglione Azov.

Secondo Alexander Dyukov, direttore della Historical Memory Foundation, i militanti del battaglione Azov aderiscono all’ideologia neonazista. Ha sostegno della sua affermazione cita articoli dei fondatori del battaglione contenenti segni di “razzismo biologico estremo”, ovvero il riconoscimento di rappresentanti di altre razze come specie biologica diversa.

Gli esperti hanno citato casi di attacchi da parte di militanti Azov a rappresentanti di minoranze nazionali, oppositori politici, intimidazioni di residenti di lingua russa in Ucraina, rapimenti e torture di residenti nel Donbass. I membri di questo battaglione si sono macchiati di gravi crimini di guerra: uccisioni di civili, bombardamenti di edifici residenziali.

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Ci sono foto, video e testimonianze oculari ha confermare le gravi accuse contro il battaglione Azov.

Il codice penale russo prevede da 10 a 20 anni di carcere per i membri di organizzazioni terroristiche e da 15 a 20 anni per gli organizzatori. Allo stesso tempo, la legge esonera dalla responsabilità le persone che, prima dell’avvio di azioni investigative o della propria detenzione, abbiano abbandonato volontariamente tali organizzazioni.

Intanto negli Stati Uniti proseguono senza sosta le provocazioni contro la Russia nell’ottica del confronto totale. Il Senato degli Stati Uniti ha approvato all’unanimità una risoluzione non vincolante che chiede al governo di dichiarare la Russia sponsor del terrorismo.

Il Segretario di Stato Blinken, tuttavia, ha risposto in modo elusivo alla richiesta, affermando che qualsiasi decisione deve basarsi sulle definizioni legali esistenti.

Dal canto suo il ministero degli Esteri di Mosca ha reso noto che dichiarare la Russia sponsor del terrorismo può portare a una rottura delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti.

Insomma, gli Stati Uniti visto anche quanto avviene a Taiwan con la Cina, pare abbiano deciso di destabilizzare il mondo intero.

Una mossa della disperazione per provare a fermare o quantomeno rallentare un declino che pare inarrestabile e contestuale all’ascesa delle nuove realtà multipolari che non accettano più di vivere in un mondo unipolare dominato dagli Stati Uniti?