San Pietro di Anagni

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Figlio di nobili, nato nel ducato longobardo di Salerno, perde i genitori da piccolo e viene affidato ai Benedettini, diventando monaco.

Lo “pesca” il cardinale Ildebrando di Soana e lo porta a Roma come cappellano del pontefice Alessandro II. Questi è l’energico Anselmo da Baggio che avvia la lotta contro il commercio delle cariche ecclesiastiche (la simonia) e il concubinato. A lui succederà poi Ildebrando col nome di Gregorio VII, protagonista della riforma della Chiesa nell’XI secolo.

La storia di Pietro ci è giunta incompleta. Sappiamo però che papa Alessandro II lo stima molto: si serve di lui come diplomatico, mandandolo in missione a Costantinopoli presso l’imperatore Michele VII in un tempo di grave crisi sotto la minaccia dei turchi. Tra il 1095 e il 1099 Pietro partecipa anche alla prima crociata.

Ma la fama di santità gli viene da quarantatré anni di episcopato in Anagni in cui realizza la Riforma gregoriana, riportando il clero alla disciplina e rianimando i fedeli con l’esempio personale, accompagnato da iniziative come le solenni onoranze al patrono san Magno martire, presentato come esempio per la comunità. Si sa che a soli cinque anni dalla morte, avvenuta nel 1105, egli è già proclamato santo in diocesi, nei modi del tempo, per opera del suo successore Pietro II. Il vescovo Pietro è uno dei patroni della città e della diocesi.

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