San Giovanni Maria Vianney

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Il Vianney fu un semplice parroco di campagna, rimasto per 40 anni alla guida di una piccola comunità in un paesino della Francia. Eppure egli seppe trasformare l’apparente ferialità della sua vita in un’avventura di santità che richiamò e continua a richiamare ad Ars milioni di pellegrini.

Nato nel 1786 da una famiglia contadina, ebbe un’adolescenza contrassegnata dai tragici eventi della Rivoluzione francese. A19 anni decise di farsi prete e iniziò gli studi; poi disertò durante il periodo in cui doveva prestare servizio militare, ma un’amnistia nel 1810 lo liberò dalla grave irregolarità ed egli poté continuare a studiare, venendo ordinato sacerdote nel 1815, a 29 anni.

Ars allora era un piccolo borgo con 230 abitanti, caratterizzato dall’indifferenza religiosa (nessuno si era accorto che era arrivato il nuovo parroco). Ma ben presto la disponibilità del santo a conoscere le persone, ad ascoltare i loro problemi, a interessarsi della loro vita, e la capacità di cattivarsi la simpatia di tutti crearono attorno a lui un clima di fiducia.

La sua estrema povertà, i digiuni e le continue penitenze, lo zelo nella predicazione, nella catechesi e nell’educazione dei giovani, oltre all’intransigenza nel rimuovere il male e le cattive abitudini (la bestemmia, l’ubriachezza, il ballo, il lavoro domenicale) attirarono sempre più numerose persone ad Ars e d altre parti della Francia per confessarsi (il Curato stava in confessionale anche per più di 15 ore di seguito) e per “vedere un santo”. A un certo punto furono istituti servizi regolari di trasporto con biglietti validi otto giorni (ci voleva una settimana per riuscire a confessarsi da lui).

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Sfinito da un eccessivo lavoro pastorale, il Vianney cercò per quattro volte di fuggire dalla parrocchia, ma la popolazione vi si oppose sempre. Morì il 4 agosto 1859; canonizzato nel 1925, fu proclamato patrono di tutti i parroci nel 1929.

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