Più di 10 dosi a testa per ogni abitante

L’Ue ha già incamerato una scorta di 4,2 miliardi di dosi: una media di 9 e mezzo ad abitante. E non è ancora sazia. Come riferisce La Verità, il Leviatano medico del Vecchio continente ha portato a termine un ulteriore acquisto. Ci ha pensato Hera, l’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie della Commissione Ue. L’organismo ha appena firmato un contratto quadro con Hipra Human Health, società con sede a Girona, in Spagna, per la fornitura di ulteriori 250 milioni di dosi di un vaccino proteico che, peraltro, è ancora in fase di rolling review da parte dell’Ema. Benché la campagna per la quarta dose si stia rivelando, com’era prevedibile, un fiasco, l’orientamento degli eurocrati resta sempre il medesimo: fare precipitosamente incetta di fiale. Allo stato attuale, c’è abbastanza materiale per 8 richiami a testa.

“Aumentare il tasso di vaccinazione”

Stella Kyriakides, commissario per la Salute, ha spiegato che «Con i contagi in aumento, dobbiamo garantire di essere preparati nella maggior misura possibile alla vigilia dei mesi autunnali e invernali». L’esponente dell’esecutivo Ue ha po aggiunto che «Nei prossimi mesi è essenziale aumentare il tasso di vaccinazione e richiamo. Stiamo lavorando senza risparmiarci». A dirla tutta, anche senza risparmiare. Per la gioia delle case farmaceutiche che hanno piazzato i loro prodotti: Pfizer-Biontech, Moderna, Astrazeneca, Johnson & Johnson, Sanofi-Gsk, Valneva, Novavax e, adesso, Hipra. In quest’ultimo caso, l’aggiudicazione congiunta del medicinale coinvolge un consorzio di 14 Paesi dell’Unione. Il costo per i contribuenti? Ignoto. Perché siamo alle solite: contratti segreti e cifre oscurate. Di trasparente c’è solo il liquido contenuto nelle boccette.

Leggi anche:   Mentre la narrativa Covid si sgretola, stanno già preparando la prossima "pandemia"

Contratti secretati e vaccini obsoleti

Oltre ai clamorosi e controversi misteri burocratici e finanziari a cui l’Europa continua ad essere una vera e propria “aficionadas”, ciò che non si capisce è perché dovremmo aspettarci che Hipra, concepito appositamente come booster, in un contesto in cui la gente, di punture, non vuol sentire più parlare, dovrebbe rappresentare un successo. Il farmaco, oltre a un adiuvante, contiene due versioni di una parte della proteina Spike del virus: una corrisponde a quella della variante Alfa e una a quella della variante Beta. Quando viene inoculato, esso spinge l’organismo a riconoscerle come
estranee e ad attivare le sue difese. Peccato che entrambi i ceppi siano stati soppiantati da Omicron, benché i dati raccolti durante le sperimentazioni lascino presupporre che l’iniezione inneschi una reazione immunitaria pure contro la contagiosissima specie virale.

Nuova vaccinazione di massa in vista?

A parte la legittima curiosità di conoscere il contenuto degli accordi con le aziende e il prezzo delle dosi, sorge spontaneo chiedersi quale sarà la futura policy che l’Ue e gli Stati nazionali intendono perseguire. La popolazione verrà lasciata in pace o verrà nuovamente vessata con obblighi assurdi e restrizioni disumane? Il fatto di aver accumulato un “portafoglio” di quasi 5 miliardi di dosi lascia pensare che l’opzione buona sia la seconda. Il sospetto è quello che le autorità continueranno a cavalcare i normali picchi epidemici, tramite le abituali campagne mediatiche ansiogene, per provare a convincere i cittadini a correre di nuovo agli hub. Altrimenti come si potrebbero smaltire simili scorte?