Dino Valle

Oltre il tempo negato

La poesia di Maria Galluzzo è una finestra per guardare oltre. Il suo poetare infatti diventa un “itinerario dell’anima” che trasfigura oggetti, cose e persone, snodandosi a volte con un piglio ermetico, a volte diegetico e finalizzato a interrogare la coscienza attraverso corrispondenze analogiche di forte impatto emotivo e aperte alla dimensione del sogno come luogo di rivisitazione e di rilancio dei valori essenziali dell’esistenza.
Sono versi brevi quelli di Oltre il tempo negato, che ricordano Ungaretti e parlano del tempo, quello sospeso o in attesa, ma comunque carico di speranza.

di Maria Galluzzo
ISBN: 978-88-5516-741-3
Formato: Rilegato
Genere: Poesie
Collana: Karme
Anno: 2021
Pagine: 62
Disponibile anche in formato eBook

Maria Galluzzo, di origine calabrese, dopo aver conseguito la laurea in Lingue e Letterature straniere presso l’Università di Messina, consegue la specializzazione post-universitaria biennale in Beni Culturali presso il Centro “E. Majorana” di Erice (TP). Vive a Palermo per molti anni, dove insegna Lingua e Letteratura Francese in istituti superiori. Attualmente vive a Scicli (RG), coltivando la sua passione per la poesia, la pittura e la musica.

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Verso l'alba della rinascita

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Francesco e Gabriella, coniugi affiatati, sono tra i primi ad ammalarsi di Coronavirus agli esordi dell‚epidemia in Italia e vengono ricoverati in ospedale. In quel periodo il Paese sta per piombare nel caos, il sistema sanitario viene messo a dura prova e le autorità politiche devono affrettarsi a varare delle misure di contenimento del virus. La riconquista della serenità sarà lenta e lunga, con la consapevolezza che, dopo la pandemia, la vita sarà irrimediabilmente diversa.

ISBN: 978-88-5516-723-9
Formato: Rilegato
Genere: Narrativa
Collana: Kimera
Anno: 2021
Pagine: 152
Disponibile anche in formato eBook

Antonino Orlando, nato a Vicari (PA) il 16 novembre del 1944, è laureato in Scienze Politiche. Già alle dipendenze del Ministero del Tesoro, di quello delle Finanze e, infine, di quello della Pubblica Istruzione, oggi è in pensione e si dedica a scrivere opere letterarie, quali saggi critici e narrativa.

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Persone, luoghi, creature senzienti, paesaggi, atmosfere, mare e cieli immensi, sospensione di tempo e di spazio. Ricordi. Emozioni. Pause e moti dell’anima. Elementi fisici, emotivi, spirituali. Ad uno ad uno si susseguono, come i giorni della vita, in una raccolta di 55 liriche: veloci, pregnanti, intense di sentimento, di passione e di dolore. Quelli di una donna che osserva lo scorrere dell’esistenza: doni ricevuti, attese premiate e poi smarrite, passioni consolidate o incrinate dal tempo e dal destino. Desideri e speranze trattenute nel cuore, lasciate al tempo. Nulla si nega, tutto si accoglie nell’abbraccio di una madre che cerca di dare respiro alla vita dei figli, che li sostiene senza annullarli nel silenzio carico di parole e di sguardi.

Claudia Calderoli è nata a Bergamo nel 1951. Poetessa e scrittrice, è un’insegnante di scuola elementare in pensione. Le sue esperienze con i bambini, specie del primo ciclo della scuola elementare, nonché nella pluriclassse, e specie con bambini problematici, le hanno fornito un vissuto formativo che le ha permesso di sviluppare una particolalare sensibilità e un’empatia con situazioni di difficoltà. Si è ritirata dal lavoro nel momento in cui ha deciso di  adottare una bambina, per la quale è stata necessaria, per soppravvivere, una dedizione totale e un’applicazione costante di stimoli che le permettessero di aprire squarci di vissuti felici e che la facessero vivere momenti di serenità e appartenenza al mondo estraendola dal “suo” mondo.

Attualmente si occupa di grafologia e collabora con un periodico del settore. Ecco la sua autopresentazione: «Ho scelto di ritirarmi dal lavoro per poter seguire i miei figli durante la crescita. Non ho però mai desistito, al di là delle difficoltà che ho incontrato, di appassionarmi a qualcosa. Ho seguito un corso di grafologia e perizia calligrafica e ho incontrato un’insegnante che, stimolandomi a scrivere un articolo per una rivista e scambiando con me qualche battuta, mi ha sostenuto e incoraggiato a  scrivere la mia storia di mamma adottiva di una figlia che si è rivelata affetta di autismo. Questo libro s’intitola “Benedetta. Il suo nome è la sua storia”. Successivamente ho avuto l’occasione di poter scrivere poesie che sono state poi pubblicate in varie antologie. Mi piace scrivere perché lascio su carta una traccia di ciò che penso: lo strumento scrittorio deve essere sempre la penna. Utilizzo anche il computer che è di grande utilità, ma da me poco amato».

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