Racconti


Deserto Bianco

Racconti di gente viva tratti dal taccuino di un cronista.

Può nevicare nel deserto? Assolutamente sì, come possono accadere eventi dolorosi, lievi, tristi, curiosi o drammatici, in un luogo speciale come il Medio Oriente. Le storie che ci racconta Gian Stefano Spoto sono quelle di chi non assurge all’attenzione della grande cronaca e conduce la propria esistenza quotidiana in una guerra infinita.

[…] Una bambina di nove anni mi diceva «quelli che mi fanno più paura non sono i razzi, ma i tunnel. Avevo gli incubi, vedevo uomini che apparivano improvvisamente. Non dormivo mai». Un’altra di dieci anni mi raccontava i suoi traumi psicologici per le continue esplosioni. Per certi versi le loro madri erano ancora più scosse. Una di queste, quarantacinque anni, tremava mentre mi parlava. «Il terzo giorno di guerra mi resi conto di avere i brividi: piangevo, avevo paura, così decisi di prendere vestiti e figlie, e fuggire». La mamma dell’altra bimba aveva quarant’anni e l’aria molto risoluta: «È difficile descrivere la situazione. Da una parte l’artiglieria spara senza tregua, e non sai mai se sono spari da Gaza o contro Gaza».

Gian Stefano Spoto, bolognese, classe 1952, è un giornalista di costume. Inizia a lavorare per la carta stampata nel 1981 e nel 1988 entra in Rai divenendo, fra l’altro, inviato speciale, capo della cronaca al Tg2, dirigente di Raiuno, vicedirettore di Raidue e poi di Rai Internazionale. Nel 2014, allo scoppio della guerra di Gaza, parte per il Medio Oriente come corrispondente Rai. Autore, ideatore e conduttore di diversi programmi fra cui Linea Verde Orizzonti e Futura City, uno show tecnologico. Ha lavorato per numerose testate fra cui “La Repubblica”, “Il Secolo XIX”, “Il Resto del Carlino,” “Il Giornale nuovo”, “Corriere Medico” e “Cosmopolitan”. Ha scritto, con il sociologo Giorgio Pacifici, Un futuro che viene da lontano (Franco Angeli, 2003), libro sui mutamenti dell’Italia a seguito dell’avvento delle nuove tecnologie; M.O.S.T., un romanzo sull’intelligenza artificiale (Curcio, 2007); Salgari. 150 Indie, con testi e fotografie dell’autore (Curcio, 2012); Mediorientati, Oltre la storia, le storie (Ianieri, 2017).

Graphofeel è una casa editrice romana indipendente, no EAP (non a pagamento), nata nel 2009.
Graphofeel ha diversi amici, professionisti del settore, che partecipano attivamente al progetto, con idee, contributi e consigli, mettendo a disposizione menti e braccia. Attualmente collaborano: Massimo Agostini, Laura Bonelli, Isabella D’Amore, Andrea Engl, Laura Pacelli, Mario Pacelli, Silvia Pacelli, Ines Paolucci, Antonio Perri, Basilio Perri, Mimmo Trimarco, Stefano Valente, Fabio Zenobi, Gianna Zuccari e tutti i nostri fantastici autori!


Fratture scomposte

Gli otto racconti che compongono questa raccolta sono accomunati da un tema che li attraversa tutti: la morte vissuta, pensata e temuta. Il “morire” coincide con “la crisi della presenza” di demartiniana memoria, che pone difronte al passaggio non solo chi muore ma anche chi resta. La crisi della presenza apre uno squarcio spazio-temporale che impedisce il solito pacifico fluire della vita, che subisce una battuta d’arresto, una frattura. Le fratture restano scomposte fino a quando non si recupera una visione d’insieme, un nuovo slancio verso la “vita vissuta” e l’avvenire, fino a quando non si ha il coraggio di raccontarsi così come si è, di perdonare ed essere perdonati. Il tempo del perdono, che porta con sé l’attesa e la pazienza, la speranza e il desiderio di riconoscersi uomini tra gli uomini, è il solo tempo che può ricomporre, ricucire le fratture e consentire alla vita di riprendere a fluire.

Mariangela Maci è nata a Campi Salentina (Lecce) nel 1978 e vive a Roma. Si è laureata in Sociologia presso La Sapienza con una tesi di laurea su “Tolstoj e Dostoevskij. Cristianesimi paralleli”. Successivamente ha conseguito il dottorato di ricerca presso la stessa Università, con una tesi di taglio etnografico su “La dissonanza formativa nei minori rom”. Ha lavorato per anni come operatrice sociale nel progetto di scolarizzazione dei minori rom, con l’associazione Arci Solidarietà Onlus. Attualmente è impegnata sempre nel lavoro sociale presso la stessa Onlus, per progetti rivolti a minori, adolescenti e donne rifugiate. Questa è la sua prima raccolta di racconti.

Edizioni Progetto Cultura

Per gioco nel 2000, io Marco Limiti futuro laureato in Lettere moderne, ho aperto un’associazione culturale con gli amici, chiamato Progetto Cultura, dopo 3 anni, grazie al sostegno della mia famiglia, ho creato Edizioni Progetto Cultura 2003 Srl. 

Dal 2000 la passione per il libro, la cura nella veste grafica e nell’impaginazione e la volontà di portare sul mercato libri di qualità sono rimaste invariate. 

Dal 2010 abbiamo inaugurato la nostra libreria – caffé letterario Mangiaparole nel quartiere Appio tuscolano di Roma. Per la precisione in via Manlio Capitolino 7/9.

Abbiamo collane per tutti i gusti: dalla narrativa alla saggistica, passando per la poesia, le antologie e i libri dedicati al terzo settore.

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