Spiritualità


Angeli e mistici

Martino di Tours, Patrizio, Benedetto da Norcia, Brandano, Domenico di Guzmán, Francesco d’Assisi, Antonio da Padova, Tommaso Moro, Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Filippo Neri, Carlo Borromeo, Camillo de Lellis, Luigi Gonzaga, Giuseppe da Copertino, Curato d’Ars, Giovanni Bosco, Pio X, Domenico Savio, Giovanni XXIII, Pio da Pietrelcina, Josemaría Escrivá de Balaguer…

Uomini eccezionali che hanno segnato la storia dell’umanità lottando contro la barbarie, l’ignoranza, l’ingiustizia, la povertà; trasformando l’ambiente fisico e sociale; creando scuole, confraternite e ordini religiosi vivendo sempre a contatto con l’angelo.

Dalla nascita alla morte, la vita è sotto la protezione e l’intercessione degli angeli. Si manifestano in modo eclatante e luminoso svelando la loro superiore natura celestiale oppure si rivelano in modo «nascosto», assumendo le sembianze di un povero, di un pellegrino, di un ospite, di un amico che cerca un colloquio privato e parla a bassa voce per non disturbare.

L’attendibilità delle apparizioni angeliche nella vita dei santi è stata a suo tempo indagata dai Bollandisti, un gruppo di storici della agiografia cristiana appartenenti alla Compagnia di Gesù che sotto la guida di padre Bolland (1596-1665) realizzarono una gigantesca raccolta di documenti sulla vita dei santi e dei beati apparsa nel XVII secolo. Oggi don Marcello Stanzione, uno dei massimi angelologi cattolici a livello mondiale, aggiorna tale ricerca includendovi i santi canonizzati dal XVIII al XXI secolo.

Il domenicano Antonin Sertillanges (1863-1948) scriveva: «C’è senza dubbio un nesso tra santità ed esistenza angelica, solo che nessuno è mai diventato santo perché ha visto gli angeli, ma ha visto gli angeli perché è diventato santo».

Don MARCELLO STANZIONE (Salerno, 1963), ordinato sacerdote nel 1990, teologo, ha fondato, l’8 maggio 2002, l’Associazione Milizia di San Michele Arcangelo – www.miliziadisanmichelearcan gelo.org – per la retta diffusione della devozione ai Santi Angeli. Ha creato un Centro di Angelologia, dotato di Biblioteca e Centro Documentazione, la Mostra permanente sulla devozione agli Angeli e il Centro di spiritualità «Oasi di San Michele ». Nel 2013 ha ricevuto la medaglia del Senato della Repubblica per meriti culturali. Noto conferenziere, spesso invitato a programmi televisivi e radiofonici, ha scritto oltre duecento libri sugli angeli e tematiche affini, tradotti in diverse lingue. Per Sugarco ha pubblicato fra l’altro: Gli arcangeli (2011); Gli angeli custodi (2011); I santi e il demonio (2012); Angeli e mistiche (2012); Il ritorno degli angeli (2013); Che diavolo sei? Un esorcista e un demonologo a confronto (2013); Angeli e stigmatizzati (2013); San Michele Arcangelo patrono della Chiesa universale (2014); Il Purgatorio nella visione delle mistiche (2014); Il signore della malvagità (2014); I sette arcangeli (2014); San Gabriele, l’arcangelo dell’Annunciazione (2015); Contatti con l’angelo custode (2015); Gli angeli della Natività (2015); Angeli custodi, una presenza amica (2016); Anime vaganti (2017); Uriele, l’arcangelo scomparso (2017); Raffaele, l’angelo dell’amore sponsale (2017); Gerarchie e cori angelici (2018); L’arcangelo Michele e i suoi devoti amici (2018); Esorcisti. Storie di preti in lotta contro il Maligno (2018); Gli angeli nell’Islam (2019); Nel mondo degli angeli (2020).

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Le apparizioni e le profezie di Garabandal

Don Marcello Stanzione nel libro “Le apparizioni e le profezie di Garabandal” (edito da Mimep Docete) ci parla della vicenda delle presunte apparizioni mariane a Garabandàl in Spagna. Tali presunte apparizioni si svolgono fra il 18 giugno 1961 e il 13 novembre 1965: la Madonna e pure l’Arcangelo Michele sarebbero apparsi tantissime volte nel paesino spagnolo di san Sebastian de Garabandàl, nella diocesi  di Santandèr. Beneficiarie delle apparizioni sono state quattro bambine tra gli 11 e 12 anni: Conchita Gonzalez, Maria Dolores (Mari-Loli) Mazon, Giacinta e Maria Cruz Gonzalez.

Nei suoi messaggi alle veggenti la Madonna è apparsa sempre nella qualità di Vergine del Monte Carmelo. Nonostante la Chiesa non si sia ancora pronunciata in merito a un possibile riconoscimento, le apparizioni di questo luogo sono conosciute in tutto il mondo e considerate di grande significato per la storia della mariologia. Dopo le apparizioni preparatorie dell’angelo, la domenica 2 Luglio 1961 apparve per la prima volta la Vergine e sul diario di Conchita è scritto: “Ci dirigemmo verso la Calleja per recitare il Rosario come di consueto. Non eravamo ancora arrivate quando ci apparve la Vergine con due angeli ai lati. Uno era San Michele, l’altro non lo conoscevamo. Era vestito come San Michele. Si sarebbero detti due gemelli”. Se le fanciulle non sapevano allora quale fosse l’angelo che sembrava il fratello gemello di San Michele, l’appresero più tardi. Era un altro Arcangelo di primo rango, l’angelo dell’Annunciazione e dei grandi messaggi divini: San Gabriele. La Madonna si presentò davve­ro, secondo l’annuncio dell’Angelo, come la Beata Vergine del Monte Carmelo. Ciò risultava chiaramen­te dal caratteristico grande scapolare marrone che aveva in mano. Conchita annota: “Quel giorno abbia­mo parlato molto con la Vergine e Lei con noi: le dicevamo tutto. Le dicevamo, per esempio, che andava­mo nei campi, che eravamo abbronzate, che avevamo ammucchiato il fieno. E Lei rideva! … Quante cose le dicevamo!… Guardandola, avevamo sgranato il nostro Rosario, Lei lo recitava con noi per insegnarci a recitarlo bene. Alla fine dei Rosario, ci disse che se ne sarebbe andata. L e chiedemmo di restare ancora un po’, perché era rimasta troppo poco: Lei rideva e ci disse che sarebbe tornata lunedì. Quando partì, provammo una grande tristezza”.

In questo scritto del 2 luglio troviamo la prima chiave che ci permette di comprendere i fatti di Garabandal: non si trattava di una apparizione come le altre, destinata ad attirare fortemente la nostra attenzione e a lasciarci poi un messaggio… Si trattava di una venuta della Vergine per star con noi perché la sentissimo nella sua realtà di “Nostra Madre”. Lunedì 3 luglio, la Vergine ritorna alla stessa ora vespertina del giorno precedente. “La Vergine ci apparve con il Bambino Gesù; gli Angeli però non l’accompagnavano. Veniva sempre sorridente, come pure il Bambino Gesù. La nostra prima domanda fu dove si trovassero S. Michele e l’altro Angelo: e Lei sorrideva ancora di più!”. É da sottoline­are il fatto che gli Spiriti beati, avendo compiuto la loro missione di preparare la via, per qualche tempo, si ritrassero discretamente, affinché tutta l’attenzione fosse centrata su Colei che era più importante di tutti. I1 4 Luglio del 1961 annota Conchita: “La Vergine, sempre sorridente, ci disse: Sapete cosa voleva dire la scritta ai piedi dell’Angelo? Esclamammo all’unisono: No, non lo sappiamo. `Portava un mes­saggio, che vi dirò, perché voi, il 18 ottobre, lo diciate a tutti”. L’Angelo, che aveva così spesso visitato le ragazze, durante l’ultima decade di giugno e accompagnato la Vergine quel gran giorno del 2 luglio, rimase poi una settimana senza apparire. Tornò l’8 del mese. Quel giorno ed il seguente si profuse mag­giormente in confidenze con le bambine. “Ci baciò sulle guance e sulla fronte… ci baciò mentre eravamo allineate”. In quei giorni si manifestò un altro fenomeno: il fatto che le ragazze ricevevano la comunione dalle mani di un essere invisibile. Negli appunti del parroco don Valentin leggiamo questa breve annota­zione: “Il giorno 11-12-13 (luglio) le bambine riferirono di aver fatto la comunione”.

Coloro che assiste­vano a questa comunione non vedevano né l’Angelo, né la Santa Ostia, ma potevamo osservare, attraver­so i gesti, che le fanciulle si stavano comunicando. Dopo una breve esortazione dell’Angelo a pensare a Colui che stavano per ricevere, recitavano il “Confiteor”, poi l’Angelo deponeva la Santa Ostia sulla lingua delle comunicande. Dopo la Comunione le fanciulle, su indicazione dell’Angelo, recitavano con devozione: “Anima di Cristo santificatemi…”. In genere tutto ciò durava dai 10 ai 15 minuti. L’Angelo veniva a dare la Comunione soltanto quando a Garabandal non vi era alcun sacerdote che celebrasse la S. Messa. Con queste comunioni fuori dall’ordinario, Dio forse voleva sottolineare per noi l’importanza dell’Eucaristia. Voglio tralasciare le varie apparizioni per arrivare al messaggio del 18 ottobre 1961. Quel giorno la Madonna diede loro il testo in forma succinta perché lo imprimessero bene nella memoria, ma in seguito dovette dedicare molte apparizioni a spiegarne il contenuto e lo scopo, perché molti face­vano fatica a comprenderlo (e a viverlo) nonostante la sua apparente semplicità. Il messaggio mariano del 18 ottobre fu questo; “È necessario fare molti sacrifici, molta penitenzavisitare spesso il Santo Sacra­mento ma prima di tutto bisogna essere molto buoni e, se non la saremo, vi sarà per noi un “castigo “, già la coppa si sta riempiendo e, se non cambiamo, il castigo sarà grandissimo”. Moltissimi che si aspetta­vano un miracolo o qualcosa di grandioso e di sensazionale, rimasero profondamente delusi. Il parroco del villaggio non ebbe il coraggio di proclamare al pubblico quel breve testo perché giudicato da lui troppo puerile.

In realtà questo messaggio è profondo e si divide in quattro parti: vi è il richiamo alla penitenza, il richiamo alla fede e alla vita eucaristica, il richiamo alla conversione del cuore e dei costu­mi, nonché all’amore di Dio e del prossimo ed infine vi è l’annuncio condizionato di un castigo se l’umanità non si convertirà dalla sua malvagità. Se paragoniamo gli insegnamenti di Garabandal ai mes­saggi riconosciuti dalla Chiesa: la Medaglia Miracolosa del 1830; la Salette del 1848; Lourdes del 1853; Fatima del 1917; Siracusa del 1953; osserviamo che tutte queste apparizioni esprimono una medesima chiamata che è la conversione dai costumi corrotti, mediante la preghiera e la penitenza. A partire dal 18 ottobre 1951, cominciò per Garabandal un lungo inverno, non solo perché la cattiva stagione era alle porte con pioggia, gelo e neve ma, soprattutto perché il mancato miracolo aveva come paralizzato l’inte­ro villaggio. Ci furono comunque, ancora numerose apparizioni della Madonna. Sin dall’inizio la Vergi­ne aveva manifestato un interesse speciale per i sacerdoti, a quei tempi nessuno poteva sospettare la terribile crisi che presto sarebbe scoppiata nel mondo ecclesiale. Il dottor Celestino Ortiz scrive: “Un giorno, dopo l’estasi, chiedemmo a Maria-Dolores: `Cosa ti ha detto l’apparizione? La Madonna mi ha detto di fare sacrifici per la santità dei sacerdoti affinché conducano molte anime sui sentieri di Cristo. Mi ha detto che il mondo diventa ogni giorno sempre peggiore ed ha bisogno di sacerdoti santi che riportino le anime sulla retta via… ‘. In altre occasioni, la Vergine ha chiesto che si preghi special­mente per i preti che vogliono abbandonare il sacerdozio, affinché perseverino; in caso contrario, che grande dolore per Lei!’.

Poiché Conchita veniva considerata la capobanda del gruppo delle veggenti, su richiesta del Vescovo, viene trasferita a Santander e posta sotto osservazione da parte dei medici e degli psicologi perché, ritenuta da molti, una isterica. Un medico tenta persino di ipnotizzarla, ma senza suc­cesso. Qualche tempo dopo la mamma decise di riportare la figlia a Garabandal. I1 29luglio del 1961 la Madonna sarebbe apparsa solo a Maria Dolores e a Giacinta. Maria Cruz non è presente e Conchita è ancora a Santander: tra i presenti c’é anche il gesuita, padre Ramòn Andréu. Durante l’estasi, la Vergine, improvvisamente, scompare dalla vista di Maria Dolores, che guarda Giacinta ancora avvolta nella visio­ne mariana. Poi di nuovo Maria Dolores ricade in estasi e chiede alla Madonna perché fosse scomparsa dalla sua sfera interiore ed ottenne questa risposta: “Solo affinché egli creda!”. La fanciulla ripeté ciò ad alta voce, e padre Andréu, che ha sempre sostenuto l’ipotesi di suggestioni collettive, resta profonda­mente meravigliato. Il 19 giugno 1962 appare l’Arcangelo Michele a Maria Dolores e Giacinta, infor­mandole che la Madonna vuol parlare solo con loro la sera seguente e non deve esserci nessun altro. Conchita, che rimane ammalata a letto, prende parte lo stesso a questa visione. I familiari che sono accanto al suo letto sentono la fanciulla gridare: “Terribile! No, questo non lo scriverò!”. Più tardi le altre veggenti rincasarono piangendo e non dicono nulla. La sera seguente il 20 giugno 1962, le ragazze si recano sole sul luogo delle apparizioni, così come era stato stabilito dall’Arcangelo Michele; gli abitanti di Garabandal odono delle forti grida e alcuni di loro sostengono di aver sentito le veggenti esclamare: “Dai alla gente il tempo di confessarsi!”. In seguito, le ragazze, parlando di quelle visioni, affermarono: “Fu terribile, come se fossimo state messe al rogo! Vedemmo la fine dei tempi!”.

Il sacerdote preposto alla cura pastorale del piccolo villaggio abita a Cosio e si reca a Garabandal solo la domenica per celebra­re la S. Messa. La Curia di Santander ha vietato a tutti i sacerdoti di celebrare la S. Messa, quindi solo nei giorni festivi le quattro ragazze possono fare la S. Comunione. Le veggenti affermano di avere ricevuto spesso la S. Particola dall’Arcangelo Michele. Un giorno Conchita presenta alla Vergine l’obiezione di tanti preti che affermano che un Angelo non può consacrare l’ostia ed ottiene la risposta che l’Angelo prende le ostie già consacrate da un tabernacolo terreno. Ai pellegrini presenti, la Comunione distribuita dall’Angelo è invisibile, essi vedono solo le ragazze stare in ginocchio e con la bocca aperta. Il 22 giugno 1962 l’Angelo reca l’annuncio che per il 18 giugno 1963, festa del Santo Patrono Sebastian, ci sarà il miracolo dell’Ostia, infatti in quella data, verso l’una del mattino molti vedono apparire, per alcuni minu­ti, un’ostia sospesa nell’aria, all’altezza della lingua di Conchita. Dal gennaio 1963 la Madonna appare sempre più raramente. Il giorno 8 dicembre 1964, la Vergine annuncia a Conchita l’apparizione dell’Ar­cangelo Michele per il 18 giugno 1964, con un nuovo messaggio: “Poiché il mio messaggio del 18 ottobre 1961 non è entrato nel cuore degli uomini e non si è diffuso nel mondo, non è stato per nulla ascoltato ed è caduto nella più totale indifferenza, Io vi dico che questo è il mio ultimo ammonimento in questo luogo. Il vaso è pieno, l’acqua trabocca! I Vescovi e i Cardinali percorrono sempre più la via della perdizione e portano con loro, su questa via, molte anime. All’Eucaristia si dà sempre meno importanza. Dovreste veramente preoccuparvi che l’ira divina non crolli su di voi. Se voi pregate con animo sincero per il perdono, vi sarà perdonato. Io, vostra Madre, per intercessione dell’apparizione dell’Arcangelo Michele vi dico di correggervi. Io vi amo e non voglio la vostra maledi­zione. Siamo giunti agli ultimi avvertimenti. Pregate sinceramente e saremo pronti ad esaudire le vostre preghiere. Dovete sacrificarvi di più. Meditate la Passione di Gesù”.

L’ultima apparizione della Vergine è del 13 novembre 1964. Quando la Madonna chiede a Conchita se le resterà per sempre fedele, la ragazza risponde che ciò sarebbe più facile se potesse vederla più frequentemente. La Madonna rispose: “Voi venite tutti aiutati, anche miei figli Doli (Maria Dolores), Giacinta e Maria Cruz… Questa è l’ultima volta che tu mi vedi, ma anche se non mi vedrai, io sarò sempre con te e con tutti i miei figli!… Conchita, perché non fai più spesso visita a mio Figlio nel tabernacolo? Perché ti lasci sopraffare dalla pigrizia? Egli ti aspetta giorno e notte”. Con la conclusione di queste presunte apparizioni degli angeli e della Madonna, iniziò per le veggenti, un periodo di sofferenze e di croci. La Curia di Santander aveva nominato, già nell’agosto 1961, una Commissione di inchiesta, che si era mostrata fin dall’inizio scetti­ca, ed aveva cercato di spingere le veggenti alla ritrattazione. Nel 1967, il Vescovo di Santander Monsignor Mondiz dichiarò che a Garabandal non sarebbe avvenuto nessun fenomeno soprannaturale ma solo “gio­chi di bambini”. Nel 1971, la Congregazione Vaticana per la Dottrina della Fede dichiarò le apparizioni non degne di credibilità da parte dei fedeli. Le quattro ragazze vennero trattate male anche dalle loro famiglie, che si sentivano messe in ridicolo a causa di questa storia. Con il passar del tempo, però, i messaggi iniziarono a diffondersi ed un Vescovo dichiarò che le apparizioni di Garabandal sono state una continuazione ed un aggiornamento di quelle di Fatima, ma con un accento più apocalittico perché la confusione che prevale oggi, nel mondo e dentro la Chiesa, non era così evidente allora. In totale, a Garabandal, si contano duemila apparizioni celesti e fenomeni stellari, convalidati da numerose guari­gioni miracolose, ed accettate come tali dalla scienza medica.

Don MARCELLO STANZIONE (Salerno, 1963), ordinato sacerdote nel 1990, teologo, ha fondato, l’8 maggio 2002, l’Associazione Milizia di San Michele Arcangelo – www.miliziadisanmichelearcan gelo.org – per la retta diffusione della devozione ai Santi Angeli. Ha creato un Centro di Angelologia, dotato di Biblioteca e Centro Documentazione, la Mostra permanente sulla devozione agli Angeli e il Centro di spiritualità «Oasi di San Michele ». Nel 2013 ha ricevuto la medaglia del Senato della Repubblica per meriti culturali. Noto conferenziere, spesso invitato a programmi televisivi e radiofonici, ha scritto oltre duecento libri sugli angeli e tematiche affini, tradotti in diverse lingue.

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